ASSOCIAZIONE PROFESSORI ORCHESTRA ALESSANDRO SCARLATTI
Venerdi 10 ottobre ore 20
I CAMERISTI DELL'ASSOCIAZIONE
ALDO MATASSA violino
Antonio Vivaldi IL CIMENTO DELL'ARMONIA
DELL'INVENTIONE (opus 8)
Le Quattro Stagioni
Vivaldi associò a ciascun concerto
un componimento poetico, probabilmente da lui stesso scritto,
che spiegasse il contenuto della musica.
ALDO MATASSA
Si è diplomato in violino presso il Conservatorio S.Pietro a Majella di Napoli con il massimo dei voti, la lode e menzione ad honorem. E’ stato vincitore del Premier Prix de Virtuosité con Distinction e Premio Speciale Emil Fernet per la miglior esecuzione delle Sonate di J.S.Bach, al Conservatorio Superiore di Ginevra nella classe di Corrado Romano che lo considera uno dei violinisti più rappresentativi della sua generazione. Ha debuttato come solista nel 1983 al Festival dei Due Mondi di Spoleto in occasione dei Concerti Straordinari di Mezzogiorno al Teatro Caio Melisso. Ha tenuto concerti in Italia e all'estero sia come solista che in formazioni da camera; in particolare nel '92 con l'Orchestra de La Suisse Romande al Victoria Hall di Ginevra ha eseguito il Concerto n°1 in Re Maggiore di N. Paganini. Ha vinto il premio De Ritis come miglior violinista della Scuola Napoletana. Ha inoltre collaborato in formazioni cameristiche con musicisti quali: S. Accardo, R. Filippini, B. Giuranna e F. Petracchi. E' stato spalla nell'Orchestra del Teatro di Losanna, del Teatro dell'Opera di Roma, dell'Ente Lirico di Cagliari, l’Orchestra Toscanini di Parma, Teatro Carlo Felice di Genova, Teatro la Fenice di Venezia e dell' Orchestra da Camera Italiana diretta da Salvatore Accardo, con cui si è esibito come solista effettuando tournée nei più importanti teatri del mondo: U.S.A., America del sud, Giappone, Corea, Cina, Africa, Vietnam ed in tutta Europa. Ha registrato e pubblicato per l’etichetta Phoenix i 24 Capricci di Niccolò Paganini.
LA PRIMAVERA RV 269
concerto n1 in Mi maggiore
per violino archi e cembalo
Allegro
Largo
Allegro

Allegro
Giunt' è la Primavera e festosetti

La Salutan gl' Augei con lieto canto,
E i fonti allo Spirar de' Zeffiretti
Con dolce mormorio Scorrono intanto:
Vengon' coprendo l' aer di nero amanto
E Lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti
Indi tacendo questi, gl' Augelletti;
Tornan' di nuovo al lor canoro incanto:

Largo
E quindi sul fiorito ameno prato
Al caro mormorio di fronde e piante
Dorme 'l Caprar col fido can' à lato.

Allegro
Di pastoral Zampogna al suon festante
Danzan Ninfe e Pastor nel tetto amato
Di primavera all' apparir brillante.

L'ESTATE RV 315
concerto n.2 in Sol minore
per violino, archi e clavicembalo
Allegro non molto - Allegro
Adagio e piano - Presto e forte
Presto

Allegro non molto - Allegro
Sotto dura Staggion dal Sole accesa
Langue l' uom, langue 'l gregge, ed arde il Pino;
Scioglie il Cucco la Voce, e tosto intesa
Canta la Tortorella e 'l gardelino.
Zèfiro dolce Spira, ma contesa
Muove Bòrea improviso al Suo vicino;
E piange il Pastorel, perche sospesa
Teme fiera borasca, e 'l suo destino;

Adagio e piano - Presto e forte
Toglie alle membra lasse il Suo riposo
Il timore de' Lampi, e tuoni fieri
E de mosche e moscon lo Stuol furioso.

Presto
Ah, che purtroppo i suoi timor Son veri!
Tuona e fulmina il Ciel e grandioso:
Tronca il capo alle Spiche ed a' grani alteri.

L'AUTUNNO RV 293
concerto n.3 in Fa maggiore
per violino archi e cembalo
Allegro
Adagio molto
Allegro

Allegro
Celebra il Vilanel con balli e Canti
Del felice raccolto il bel piacere
E del liquor de Bacco accesi tanti
Finiscono col Sonno il lor godere

Adagio molto
Fà ch' ogn' uno tralasci e balli e canti
L'aria che temperata dà piacere,
E la Staggion ch' invita tanti e tanti
D' un dolcissimo Sonno al bel godere.

Allegro
I cacciator alla nov'alba à caccia
Con corni, Schioppi, e canni escono fuore
Fugge la belua, e Seguono la traccia;
Già Sbigottita, e lassa al gran rumore
De' Schioppi e canni, ferita minaccia
Languida di fuggir, mà oppressa muore.

L'INVERNO RV 297
concerto n.3 in Fa minore
per violino archi e cembalo
Allegro non molto
Largo
Allegro

Allegro non molto
Aggiacciato tremar trà nevi algenti
Al Severo Spirar d' orrido Vento,
Correr battendo i piedi ogni momento;
E pel Soverchio gel batter i denti;

Largo
Passar al foco i di quieti e contenti
Mentre la pioggia fuor bagna ben cento

Allegro
Caminar Sopra il giaccio, e à passo lento
Per timor di cader gersene intenti;
Gir forte Sdruzziolar, cader à terra
Di nuove ir Sopra 'l giaccio e correr forte
Sin ch' il giaccio si rompe, e si disserra;
Sentir uscir dalle ferrate porte
Sirocco Borea, e tutti i Venti in guerra
Quest' é 'l verno, mà tal, che gioia apporte.


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